Il Cuore Nero Del Carciofo

La botrite (Botrytis cinerea) è un agente patogeno molto conosciuto dagli agricoltori, in quanto è in grado di causare alterazioni più o meno gravi a carico dei diversi organi d’interesse come frutti, fiori, foglie e talvolta anche piccole plantule in vivaio. Spesso se non ben monitorata e soprattutto prevenuta è causa di ingenti danni alle produzioni in pre e post raccolta, oltre ai danni economici che ne conseguono.

Le condizioni climatiche che favoriscono lo sviluppo e l’attecchimento dell’agente patogeno sono range di temperatura che vanno dai 15-25 °C ed un tasso di umidità molto elevato e prolungato nel tempo. Il mezzo con il quale si diffonde nell’ambiente circostante sono i conidi (spore), prodotti dai conidiofori (muffa grigia che spesso si osserva solitamente, come il velluto). Con l’ulteriore presenza di fattori biotici e abitioci come vento, pioggia e insetti, i conidi raggiungono gli organi vegetali d’interesse sui quali causeranno la malattia.

Nel caso specifico del carciofo, l’instaurarsi della malattia è direttamente correlata a lesioni più o meno significative presenti sui capolini. Le lesioni possono formarsi per diverse ragioni come ad esempio la presenza di un precedente attacco di Bremia  oppure dalla presenza di fitofagi. Tra le cause meno note e contemplate ma responsabili della formazione di microlesioni, c’è sicuramente lo sbalzo termico. Un abbassamento improvviso delle temperature può causare la formazione di microlesioni sulle brattee del capolino già maturo o molto spesso in fase di accrescimento. Questo evento climatico favorevole "apre le porte" all'agente patogeno fino alla  formazione di quello che si vede in foto, il carciofo dal “cuore nero”.

Autore: Valentino De Rosa

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